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Bledar Ndoci, la sfida si gioca in provincia

Bledar Ndoci ha lasciato Milano per Pienza dove ha aperto il suo cocktail bar. Qui ha imparato a conoscere e maneggiare gli ingredienti del territorio, usandoli nei suoi drink, e ha compreso la regola fondamentale di mettere l’avventore sempre in prima fila. Come non sempre, secondo lui, avviene nei locali delle grandi città

Da poco più di sei mesi Bledar Ndoci quando si sveglia al mattino, spalanca la finestra della sua casa di Pienza, fa un grosso respiro e davanti ai suoi occhi prende forma un paesaggio da favola. Uno scorcio di panorama magico che plana sulla Val D’orcia, nel cuore delle colline senesi, quadro naturale a cielo aperto i cui colori hanno in passato ispirato alcuni grandi maestri della pittura rinascimentale. Un’immagine che rasserena lo spirito di Bledar Ndoci, questo giovane bartender, 27 anni di origine albanesi, che dopo essersi formato professionalmente a Milano ha deciso di mollare la metropoli e, con moglie e bambina, si è ‘avventurato’ in campagna. La meta scelta è stata Pienza, decretata Patrimonio Unesco nel 1996, dove ha inaugurato Idyllium, il suo cocktail bar inaugurato lo scorso aprile insieme al socio Federico Fioravanti. Locale inizialmente accolto con stupore dagli abitanti del piccolo borgo toscano che, in men che non si dica, si sono affezionati al posto apprezzandone la qualità del bere miscelato proposto. Una sorta di sfida, considerando che Bledar Ndoci ogni sera ha di fronte a sè, per lo più, una platea di grossi estimatori di vino locali e turisti stranieri in cerca sì di cocktail, ma possibilmente realizzati con prodotti locali. Una bella scommessa per il bartender che rifarebbe la stessa scelta senza esitare un solo secondo. Insomma, non c’è spazio per i pentimenti. Anzi, è tempo di raccogliere i primi frutti.

Bledar hai scommesso su Pienza. Passi in cassa a riscuotere?
Diciamo che non ho mai avuto la sensazione di avere preso una decisione sbagliata, tutt’altro. L’attività sta andando ancora meglio del previsto e il locale è diventato rapidamente un punto di riferimento per gli abitanti di questa deliziosa cittadina.

Il nome del locale come nasce?
Direi quasi all’improvviso, attraverso un gioco di parole. Siamo partiti pensando a Pienza, alla sua affascinante storia e al fatto che in passato fosse definita come progetto di ‘città ideale del Rinascimento’. Ideale e idilliaca…si è giunti a Idyllium, un nome che rispecchia perfettamente quella sensazione magica quando si ammira la vista mozzafiato che illumina al tramonto la Val D’Orcia. Un’immagine intensa che i clienti del locale possono godersi sorseggiando un nostro cocktail.

La provincia che nella mixability incalza la città. Davide contro Golia…
Ritengo che la miscelazione di qualità in Italia abbia tutte le prerogative per spingersi oltre, ovvero uscire dall’ambito metropolitano, superarne i confini e arrivare anche nelle piccole realtà di paese. Basta scegliere il posto giusto e tutto diventa avvincente. Nel mio locale vige una regola che è quella di porre l’avventore sempre al centro dell’attenzione, rendendolo partecipe di tutte le nostre idee al bancone e raccogliendo i suoi preziosi pareri. Cosa che, invece, nelle grandi città non è scontato che avvenga e in alcuni locale le luci si accendono solo ed esclusivamente sul bartender, ignorando il cliente.

Indietro non si torna quindi?
Torno spesso a Milano, quello sì. Non ho nessuna intenzione di spezzare il rapporto con questa città che mi ha dato molto. Quando ci vado è per partecipare a seminari, manifestazioni ed eventi sulla mixability, nonché trovare alcuni ex colleghi invitandoli a Pienza per scoprire il mio locale. L’opinione di ognuno di loro è preziosa.

Hai scelto anche una zona ricca dal punto di vista enogastronomico. Stai sfruttando questo elemento per creare cocktail?
Le campagne circostanti offrono una varietà pazzesca di erbe utilizzabili nella mixability e, grazie alla consulenza di esperti del posto, ne ho inserite alcune nei miei drink, come il ramelino, il polio e neppitella. Inoltre, abbiamo iniziato a lavorare con un produttore locale di liquori che mi sta trasmettendo un grosso insegnamento sulla produzione autoctona. La clientela dell’Idyllium è anche internazionale, ama il bere miscelato di qualità ed è molto curiosa di scoprire e assaggiare ingredienti locali.

Il cocktail che ti ha folgorato sulla strada verso il bancone?
Il Daiquiri, in apparenza semplice e con pochi ingredienti, ma in realtà estremamente complesso da realizzare. Mi diverte pensare che ogni volta che lo preparo mi viene sempre diverso.

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