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Locali

Mangio solo in presenza del mio avocado

Nei quartieri alla moda delle metropoli stanno nascendo ristoranti specializzati sul frutto verde esotico. A gestirli ci sono millenials, attenti ai food trend e con una sana dose di ambizione. E molti di loro sono italiani

Frutto tutt’altro che proibito, anzi consigliato per le sue proprietà funzionali e nutrizionali (ricco di vitamine, fibre e minerali), l’avocado è diventato un trend dominante nella ristorazione. Fenomeno giovane e glocal: il frutto inizialmente consumato nella sua terra natale, prevalentemente il Messico (ma lo si raccoglie anche in Perù e in California, ndr), oggi ha varcato i confini diventando di portata globale. Tutti lo vogliono. Crescono gli avocado lover e, di conseguenza, il prezzo del frutto schizza alle stelle, tanto da avere attualmente un valore di mercato raddoppiato rispetto a un anno fa.

È dunque scoppiata la ‘fame verde’ e la risposta della ristorazione specializzata non si è fatta attendere. Alla regia spesso troviamo millenials, molti di loro italiani. Sono tutti toscani Alessandro Biggi, Francesco Brachetti e Alberto Gramigni, vale a dire i tre fondatori di Avocaderia, locale aperto lo scorso aprile a Sunset Park, tra i quartieri nevralgici di Brooklyn. Un’idea di successo nata quasi per caso. «Mi sono trasferito da alcuni anni negli Usa – racconta Biggi a Barbusiness –. Un giorno ho deciso di provare a casa l’avocado toast, su suggerimento del mio amico di università Francesco Brachetti che, al tempo, viveva in Messico. Dopo l’assaggio sono rimasto deliziato e insieme a Francesco abbiamo deciso di inaugurare un ristorante healthy e di qualità. Nel progetto è poi entrato Alberto Gramigni, lo chef che ha ideato tutti i menu partendo dal fatto che l’avocado ha un sapore molto versatile». Il top seller dei piatti del ristorante è il Toast Mediterraneo (pane savourdough con salsa tapenade di olive, purea di avocado, pomodorini di Pachino, fetta di feta greca e pistacchio ducah). Nel menu presenti anche insalate e piatti speciali come l’Avoburger ricco di ingredienti e dove il frutto sposa salmone affumicato, yogurt alle erbe, pezzettini di melone, ravanello, rucola, sesamo e lime.

I tre proprietari sono ambiziosi e già valutano altra aperture negli Stati Uniti: fine anno bis a New York, e subito dopo Los Angeles, puntando a raggiungere negli States 20 ristoranti nei prossimi cinque anni. Anche in Europa c’è fermento. In una delle zone più trendy di Amsterdam (quartiere De Pijp), a marzo si sono accese le luci del The Avocado Show. Il proprietario Ron Simpson, 33 anni, ci confida: «Ho voluto aprire questo ristorante perché mi ritengo un autentico fanatico di avocado. Non voglio fermarmi e il mio obiettivo è inaugurare altre 15 location in Europa. Nel frattempo se venite all’Avocado Show vi consiglio il Poké Bowl, vale a dire un ricco piatto con salmone affumicato, alghe Wakame, caviale, riso e avocado spezzettato a fettine». Curiosità: alla cassa si paga solo con carta, non si accetta cash.

Lasciando Amsterdam per attraversare la Manica e sbarcare a Londra, dove dallo scorso maggio ha aperto Belli Freschi, piccolo ‘avo-restaurant’ in stile street food situato nel quartiere molto animato di Shoreditch. Il titolare è nuovamente un italiano, Gianfilippo Mattioli, romano ‘espatriato’ sulle rive del Tamigi quando nel 2008 ha inaugurato il ristorante italiano Bottega Prelibato. Al bancone si possono ordinare tutta una serie di piatti a base di avocado. Il frutto viene curiosamente proposto anche tagliato a forma di patatina e fritto nell’olio. D’altra parte siamo nel paese del fish & chips. Inoltre, al prezzo simbolico di 1 sterlina è possibile acquistare semi di avocado da piantare sul balcone di casa.

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