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Food & Chef, nuove opportunità per Grey Goose

Il brand di vodka intensifica il sodalizio con gli chef stellati all’insegna del food pairing. E nel frattempo la marca si attesta ad ampliare il suo portafoglio con nuove referenze. Di questo e altro ha parlato Francois Thibault, creatore di questo spirit made in France

Il tono di voce di Francois Thibault è rassicurante. E dietro la sua pacatezza nell’esprimersi, si cela tutta la professionalità di un uomo che ha saputo, in soli due decenni, dare vita una sorta di miracolo creando Grey Goose. Una vodka che si è voluta subito distinguere dalla maggioranza dai competitor del tempo, rivendicando una posizione super premium, cosa assai rara per un distillato che, solo con il trascorrere degli anni, è riuscito a trovare spazio nell’alto di gamma. Thibault è sicuramente uno dei fautori di questa evoluzione. Grazie alla sua profonda conoscenza in tema di spirit (nasce professionalmente nella Maison Mounier, produttrice di Cognac) viene contattato a metà degli anni 90 dall’imprenditore statunitense Sidney Frank che gli chiede di creare una vodka realmente qualitativa e capace di imporsi in un mercato complesso e competitivo come quello americano. Thibault accoglie la richiesta con entusiasmo, indossa il suo grembiule di alchimista e si mette alla ricerca di botaniche da amalgamare tra loro. Studia le materie prime nella sua Francia (il grano utilizzato, per esempio, è coltivato e raccolto nella regione settentrionale della Piccardia), paese non affine alla vodka, e per di più in una zona legata indissolubilmente a un altro distillato, ossia il Cognac. Una provocazione per molti, una scommessa vinta per Thibault, ancora oggi massimo rappresentante di Grey Goose e suo Maître de Chai (responsabile di cantina). Dopo l’esordio vittorioso negli States, il prodotto si afferma in tanti altri paesi e avvia un percorso di sviluppo attualmente ancora in atto e sempre alla ricerca incessante di nuove opportunità di business. Come quella avviata di recente con il mondo degli chef stellati. Tramite questi incontri è nata una nuova vodka progettata insieme ad Alain Ducasse, dal prossimo anno in commercio in Italia.

Ma le novità non finiscono qui. In questa intervista rilasciata a Barbusiness in un’afosa giornata estiva milanese, l’esperto alchimista francese ha parlato di molte cose: dal food pairing ai cocktail a cena, dalle richieste dei consumatori italiani fino a soffermarsi sulle dichiarazioni di Donald Trump. Partiamo dall’Italia e dai suoi vodka lover.

Dottor Thibault, che rapporto sussiste tra Grey Goose e gli italiani?
In Italia i consumatori hanno trovato un’ottima sintonia con la marca che, a livello di volumi, sta continuando a segnare crescite importanti. Qui da voi la gente ama trattarsi bene, è raffinata nei gusti, attratta dai prodotti di alta gamma, ma soprattutto cerca qualcosa che gli trasmetta sensazioni gradevoli di gusto. E le apprezza di più quando si trova in compagnia, seduto al tavolo con gli amici. Penso che la nostra vodka faciliti questo processo di convivialità.

L’esperienza e l’evoluzione della marca oggi si arricchisce di nuove partnership. Tra queste quelle siglate con alcuni chef stellati…
Ci piace aggiungere il piacere del nostro spirit a quello del buon cibo. I piatti dei grandi professionisti della cucina proposti insieme a Grey Goose sollecitano il consumatore a riflettere sugli abbinamenti proposti e questo fa sì che la sua relazione con la marca si intensifichi. Quest’anno in Italia promuoveremo iniziative con alcuni cuochi famosi. Abbiamo iniziato con Luigi Taglienti, ma prossimamente toccherà anche ad altri talenti culinari, pronti a stupirci con deliziosi sodalizi vodka & food.

Rimaniamo sul tema: pasteggiare con un cocktail non è un’eresia?
Sarò sincero: quando lanciai Grey Goose nel 1997 non pensavo che ciò potesse un giorno funzionare. Anche perché, fin dall’inizio, ritenevo che il prodotto dovesse bersi esclusivamente liscio per farsi degustare e apprezzare meglio, soprattutto separato dai pasti. Eppure, poco tempo dopo lo sbarco negli Stati Uniti, i bartender si sono legati alla marca usandola per creare cocktail sofisticati, delicati, morbidi. Fu un cambio quasi epocale, perché in precedenza molti mixologist cercavano di inserire ingredienti che mascherassero il sapore aggressivo di questo spirit. Da lì al mondo culinario il passo è stato breve e, in poco tempo, gli americani si sono affezionati al food pairing. E io ho cambiato idea, convincendomi che un cocktail a cena è assolutamente possibile, anzi consigliato.

E usare la vodka nelle ricette?
Su questo aspetto rimango categoricamente contrario, a meno che non si faccia ricorso alle referenze aromatizzate, soprattutto quelle agrumate molto adatte a creare salse per primi piatti a base di pesce o in grado di dare un tocco di sapore in più, come per esempio nella realizzazione di creme per dolci.

Passiamo alle novità di prodotto Grey Goose: la prossima in arrivo?
A luglio abbiamo presentato a New Orlèans la vodka realizzata in partnership con lo chef francese Alain Ducasse. Si tratta di un prodotto nato due anni fa, ma fino a ora presente solo nel travel retail statunitense. Ora farà il suo esordio anche negli altri canali e in molti paesi dove siamo presenti con i nostri prodotti.

Italia compresa?
È il mio grande auspicio. Il mercato italiano rientra nel nostro focus strategico e non escludo che la novità possa fare la sua comparsa nelle enoteche e nei ristoranti già a partiredai primi mesi del 2018.

Si vocifera che lei stia lavorando a una nuova referenza…
Confermo, ma ho la ricetta chiusa in un cassetto e in questo momento purtroppo non ho con me la chiave per aprirla.

Ma la memoria è aperta, non ci dica che ha smarrito anche quella…
Quella mai e, visto che insistete così tanto, a questo punto vi fornirò qualche indizio: la novità uscirà sul mercato tra un paio di anni, non sarà assolutamente aromatizzata e sorprenderà parecchio anche il nostro consumatore tipo.
Pensa mai di invecchiare il distillato?

Certo e da tempo sto sviluppando un’operazione di questo tipo. Ho invecchiato vodka concentrata di Grey Goose in quattro fusti diversi di legno francese, statunitense, di cassia, di ciliegio) che ho poi ridotto in maniera progressiva per quattro successivi anni, finendo per dare vita a un assemblaggio fino a ottenere un blend con gradazione alcolica a 43°, dal sapore molto tannico e speziato. Non escludo che possa un giorno essere messa in commercio. Per il momento mi limito con molto piacere a farla degustare esclusivamente a tutti i visitatori della nostra sede di Le Logis.

Il bartender Luca Angeli, lo chef Luigi Taglienti, il creatore e Maître de Chai di Grey Goose Vodka Francois Thibault

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